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Teorema fondamentale dell’aritmetica

Il teorema fondamentale dell’aritmetica ci dice che ogni numero naturale maggiore di 1 si può scomporre in modo unico in un prodotto di numeri primi. Per esempio, il numero 15 si scompone nel prodotto di due numeri primi 3 · 5, il numero 30 nel prodotto di tre numeri primi 2 · 3 · 5 e il numero 16 nel prodotto di quattro numeri primi 2 · 2 · 2 · 2. Un prodotto di questo tipo si chiama scomposizione in fattori primi. Diciamo quindi che la scomposizione in fattori primi del numero 10 è 2 · 5.

La scomposizione in fattori primi più semplice è quella dei numeri primi stessi, perché non c’è bisogno di scomporli ulteriormente. La scomposizione in fattori primi del numero 7 è semplicemente 7.

Calcola la scomposizione in fattori primi

100 = 2 · 2 · 5 · 5

Che cosa ci dice il teorema fondamentale dell’aritmetica

Il teorema fondamentale dell’aritmetica ci dice dunque due cose:

  • per ogni numero naturale maggiore di 1 siamo in grado di trovare una scomposizione in fattori primi,
  • ogni numero ha una e una sola scomposizione in fattori primi.

Dimostriamo che è davvero così.

Dimostrazione dell’esistenza

Dimostriamo prima che per ogni numero naturale maggiore di 1 esiste davvero almeno una scomposizione in fattori primi. Useremo l’induzione matematica. Il passo base dell’induzione sarà osservare che il più piccolo numero naturale maggiore di 1, cioè il numero 2, è un numero primo.

Mostriamo ora che, se abbiamo già la successione di numeri 2, …, n per i quali si può trovare una scomposizione in fattori primi, allora aggiungendo a questa successione il numero n + 1 esiste una scomposizione in fattori primi anche per questo nuovo numero. Vediamolo prima con un esempio.

All’inizio la nostra successione 2, …, n è un po’ particolare, perché contiene un solo numero, il 2. Diciamo che, se aggiungiamo a questa successione il numero n + 1, cioè il numero 3, per questo numero esisterà una scomposizione in fattori primi. Poiché il numero 3 è primo, la sua scomposizione in fattori primi ovviamente esiste: è il numero 3 stesso.

La nostra successione 2, …, n ora ha due termini: 2, 3. Aggiungiamo alla successione il numero 4. Il numero 4 non è primo, quindi si deve poter scomporre nel prodotto di altri due numeri naturali maggiori di 1 ma minori di 4. Tutti questi numeri però fanno parte della nostra successione! E in questa successione ci sono solo numeri che hanno una scomposizione in fattori primi! Quindi anche il numero 4 deve avere una scomposizione in fattori primi: 2 · 2.

Tornando alla dimostrazione generale, possiamo scrivere che il numero 2 è primo e quindi ha una scomposizione in fattori primi. Supponiamo ora che ogni numero della successione 2, …, n si possa scomporre in fattori primi: questa è la nostra ipotesi induttiva. Allora il numero n + 1 è primo, e quindi si scompone banalmente in fattori primi, oppure è un numero composto. In questo caso devono esistere due numeri a, b tali che

n+1=a⋅b

e questi numeri naturali devono ovviamente essere minori di n + 1 e maggiori di 1:

a>1,a<n+1b>1,b<n+1

I numeri a, b devono quindi far parte della successione 2, …, n. Ma per ogni numero di questa successione esiste una scomposizione in fattori primi (è la nostra ipotesi induttiva), cioè possiamo scrivere

a=p1⋅p2⋅…⋅pib=q1⋅q2⋅…⋅qj

dove tutti i pi e qj sono numeri primi e p1 · p2 · … · pi e q1 · q2 · … · qj sono quindi le loro scomposizioni in fattori primi. Poiché però abbiamo detto che n + 1 si può scomporre nel prodotto n + 1 = a · b, vale anche

n+1=a⋅b=p1⋅p2⋅…⋅pi⋅q1⋅q2⋅…⋅qj

Il numero n + 1 si scompone dunque nel prodotto di numeri primi p1 · p2 · … · pi · q1 · q2 · … · qj, quindi anche il numero n + 1 appena aggiunto ha una scomposizione in fattori primi. Ne segue che ogni numero naturale maggiore di 1 ha almeno una scomposizione in fattori primi.

Dimostrazione dell’unicità

Mostriamo ora che per ogni numero naturale maggiore di 1 non esiste più di una scomposizione in fattori primi. Dimostreremo questo teorema con una dimostrazione per assurdo. Supponiamo che il teorema non sia vero, cioè che esista un numero naturale n maggiore di 1 che ha due diverse scomposizioni in fattori primi:

n=p1⋅p2⋅…⋅pin=q1⋅q2⋅…⋅qj

Supponiamo inoltre che, tra tutti i numeri che hanno più scomposizioni in fattori primi, n sia il più piccolo. Cioè non esiste un numero naturale più piccolo che abbia più di una scomposizione in fattori primi. Poiché q1 è uno dei numeri primi che dividono il numero n, deve ovviamente valere anche che q1 divide il numero p1 · p2 · … · pi.

Dobbiamo poi usare il lemma di Euclide. Esso afferma che, se un numero primo p divide il prodotto di due numeri interi a · b, allora p divide almeno uno dei numeri a o b. Per esempio: il numero primo 3 divide il numero 84. Il numero 84 si può scomporre nel prodotto 12 · 7. Il lemma di Euclide dice che il numero primo 3 divide almeno uno dei numeri 12 o 7; in questo caso divide il numero 12.

Usando questo lemma possiamo dire che, poiché q1 divide p1 · p2 · … · pi, deve dividere anche almeno uno dei numeri p1, p2, …, pi. Possiamo supporre – senza perdita di generalità – che q1 divida il numero p1. Ma anche p1 è un numero primo. Quando può un numero primo dividere un altro numero primo? Per esempio, quale numero primo è divisibile per il numero primo 7? Ancora una volta, soltanto il numero primo 7. Non può dividere un altro numero primo, perché altrimenti questo non sarebbe primo. Deve quindi valere p1 = q1.

Questo significa che in entrambe le scomposizioni in fattori primi c’è un numero primo comune: il numero primo p1, ovvero q1. Dividiamo entrambe le uguaglianze per p1, ovvero per q1:

np1=p1⋅p2⋅…⋅pip1nq1=q1⋅q2⋅…⋅qjq1

Poiché p1 = q1, a sinistra otteniamo lo stesso numero, che chiamiamo per esempio m. Vale quindi

m=np1=nq1

A destra basta semplificare le frazioni:

m=p2⋅p3⋅…⋅pim=q2⋅q3⋅…⋅qj

Il numero m è certamente un numero naturale minore del numero n, perché m si ottiene dividendo n per uno dei suoi fattori primi. A destra delle uguaglianze abbiamo però, in entrambi i casi, una scomposizione in fattori primi del numero m. Quindi siamo riusciti a costruire un altro numero m, minore del numero n, che ha anch’esso due diverse scomposizioni in fattori primi. Questo però contraddice la nostra ipotesi che n sia il più piccolo numero con più di una scomposizione in fattori primi.

L’unica spiegazione è quindi che non esista alcun «numero più piccolo con più di una scomposizione in fattori primi». E il fatto che non esista un «numero più piccolo con più di una scomposizione in fattori primi» significa che non esiste nemmeno un numero con più scomposizioni in fattori primi: ogni numero intero maggiore di uno ha quindi una e una sola scomposizione in fattori primi.