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Span lineare

Se abbiamo un insieme di vettori e calcoliamo tutte le loro combinazioni lineari, otteniamo lo span lineare di quell’insieme di vettori (detto anche sottospazio generato).

Definizione di span lineare

Consideriamo i vettori x1, …, xn. Sappiamo già che da questi vettori possiamo costruire un nuovo vettore mediante una combinazione lineare. Scegliamo dei numeri reali a1, …, an e otteniamo il nuovo vettore y moltiplicando e sommando

y=a1⋅x1+…+an⋅xn

In questo modo, se almeno uno dei vettori xi è diverso dal vettore nullo, dall’insieme di vettori x1, …, xn possiamo ricavare infiniti «altri» vettori: basta scegliere in modo opportuno altri coefficienti a1, …, an.

Se continuiamo a generare vettori, alla fine otterremo tutti i vettori che si possono ottenere come combinazione lineare dei vettori x1, …, xn. Chiamiamo questo insieme span lineare dei vettori x1, …, xn. Lo span lineare di un insieme di vettori X si indica con le parentesi angolari: ⟨X⟩. Formalmente, lo span lineare si scrive così

⟨x1,…,xn⟩={a1⋅x1+…+an⋅xn∣a1,…,an∈R},

se abbiamo un numero finito di vettori. Se invece abbiamo un insieme infinito di vettori X, possiamo considerare tutti i sottoinsiemi finiti Yi ⊆ X, cioè |Yi| = r per un certo r ∈ ℕ*, e lo span lineare dell’insieme X sarà allora l’unione di tutti gli insiemi ⟨Yi⟩.

Esempio

Restiamo nel nostro amato spazio vettoriale ℝ3. Scegliamo l’insieme formato da un solo elemento X1 = {(1; 2; 1)} e chiediamoci: qual è lo span lineare di questo insieme? Sono tutte le combinazioni lineari del vettore (1; 2; 1). Lo span avrà la forma

⟨X1⟩={(a;2a;a)∣a∈R}

Saranno quindi vettori della forma (3; 6; 3),(8; 16; 8),(−1; −2; −1) ecc. Possiamo provare a verificare che la somma di due di questi vettori dà un nuovo vettore della stessa forma:

(3;6;3)+(3;6;3)=(6;12;6)(3;6;3)+(−1;−2;−1)=(2;4;2)(8;16;8)+(2;4;2)=(10;20;10)

Un secondo esempio sono i classici vettori X2 = {(1; 0; 0), (0; 1; 0)}. Se calcoliamo tutte le combinazioni lineari, scopriamo che hanno la forma (a; b; 0), dove a, b ∈ ℝ. Lo si mostra facilmente, perché

(a;b;0)=a⋅(1;0;0)+b⋅(0;1;0).

I vettori di questo span sono quindi, per esempio, (0; 8; 0), (14; 15; 0) e così via. Formalmente lo scriveremmo così:

⟨X2⟩={(a;b;0)∣a,b∈R}

Lo span lineare come più piccolo sottospazio

Consideriamo uno spazio vettoriale V e un insieme di vettori X ⊆ V. Lo span lineare ⟨X⟩ è allora un sottospazio vettoriale di V, cioè ⟨X⟩ è a sua volta uno spazio vettoriale.

Ci basta dimostrare che lo span ⟨X⟩ è chiuso rispetto alla somma e alla moltiplicazione per uno scalare. E lo è, perché qualsiasi vettore x ∈ ⟨X⟩ si ottiene come combinazione lineare di vettori di X.

Lo span lineare dell’insieme X è inoltre il più piccolo sottospazio che contiene tutti i vettori dell’insieme X. Perché? Il più piccolo sottospazio vettoriale che contiene i vettori di X deve contenere anche tutte le combinazioni lineari dei vettori di X, altrimenti non sarebbe uno spazio vettoriale. Possiamo supporre per assurdo che esista un sottospazio vettoriale più piccolo, chiamiamolo Y, che contiene tutti i vettori di X, cioè X ⊆ Y. Poiché, per ipotesi, Y è più piccolo dello span ⟨X⟩, deve esistere un vettore x che sta in ⟨X⟩ ma non in Y, cioè x ∈ ⟨X⟩ ∧ x ∉ Y.

Ma il vettore x deve potersi costruire come combinazione lineare di vettori di X, quindi devono esistere dei vettori x1, …, xn ∈ X e dei coefficienti a1, …, an tali che

x=a1⋅x1+…+an⋅xn

Se però Y non contiene questo vettore x e contiene invece i vettori x1, …, xn, allora Y non può essere uno spazio vettoriale, e quindi nemmeno un sottospazio. Lo span ⟨X⟩ è dunque il più piccolo sottospazio che contiene tutti i vettori di X.

Proprietà fondamentali dello span lineare

  • Vale sempre W ⊆ ⟨W⟩. Dovrebbe essere chiaro: lo span lineare dell’insieme W è sempre uguale o più grande dell’insieme W. Poiché lo span ⟨W⟩ contiene tutte le combinazioni lineari dei vettori di W, anche ⟨W⟩ deve contenere tutti i vettori di W: se prendiamo un vettore x ∈ W, per a = 1 otteniamo la combinazione a · x = x.

    Esempio: lo span lineare dell’insieme W = {(1; 0; 0)} è l’insieme

    ⟨W⟩={(a;0;0)∣a∈R}.

    Evidentemente vale {(1; 0; 0)} ⊆ {(a; 0; 0)  ∣  a ∈ ℝ}.

  • Vale sempre ⟨W⟩ = ⟨⟨W⟩⟩. Se abbiamo calcolato lo span lineare una volta, lo span di questo span è lo stesso span. ⟨W⟩ contiene tutte le combinazioni lineari di W. Se calcolassimo di nuovo tutte le combinazioni lineari di ⟨W⟩, non ne otterremmo di nuove.

  • Consideriamo uno spazio vettoriale V e due sottoinsiemi di questo spazio (non necessariamente sottospazi) W1 e W2, cioè W1, W2 ⊆ V. Se vale anche W1 ⊆ W2, allora vale ⟨W1⟩ ⊆ ⟨W2⟩.

    In altre parole: se abbiamo due insiemi di vettori e uno è contenuto nell’altro, l’insieme più piccolo ha uno span lineare più piccolo o uguale a quello dell’insieme più grande.

    Esempio: siano W1 = {(1; 0; 0)} e W2 = {(1; 0; 0), (0; 1; 0)}. Vediamo che vale W1 ⊆ W2. Quali sono i rispettivi span lineari?

    ⟨W1⟩={(a;0;0)∣a∈R}⟨W2⟩={(a;b;0)∣a,b∈R}

    L’insieme di vettori W2 ha «generato uno span più grande» dell’insieme W1, come ci aspettavamo. L’insieme W2 contiene tutti i vettori di W1, quindi tutte le combinazioni lineari dei vettori di W1 si possono ottenere anche dai vettori di W2.

    Un altro esempio: W3 = {(1; 2; 0)} e W4 = {(1; 2; 0), (5; 10; 0)}. A prima vista si nota che i vettori in W4 sono dipendenti. Perciò i due insiemi generano lo stesso span. Quindi, anche se W3 ⊂ W4, vale ⟨W3⟩ = ⟨W4⟩.

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