Equazioni logaritmiche
Un’equazione logaritmica è un’equazione in cui l’incognita si nasconde di solito nell’argomento di un logaritmo. La più semplice è per esempio questa:
Il logaritmo è l’esponente a cui dobbiamo elevare la base per ottenere l’argomento. L’equazione chiede dunque: a quanto dobbiamo elevare il due per ottenere x? A tre. Quindi
Lo mostra anche il grafico. Cerchiamo il punto in cui il grafico della funzione y = log2 x incontra la retta orizzontale y = 3:
La funzione log2 x è crescente, quindi interseca la retta una volta sola e l’equazione ha un’unica soluzione. Qui sta tutto il segreto delle equazioni logaritmiche: cerchiamo di ricondurre tutto alla forma con un solo logaritmo da una parte e un numero, oppure anche un solo logaritmo, dall’altra. È un trucco simile a quello delle equazioni esponenziali, dove cercavamo basi uguali.
Condizioni di esistenza
Il logaritmo esiste solo per i numeri positivi. Quanto fa log2(−4)? A quanto elevare il due per ottenere −4? A nessun numero, perché una potenza di due è sempre positiva. Ne segue che l’argomento di ogni logaritmo nell’equazione deve essere positivo.
Le trasformazioni che faremo con i logaritmi però non sono sempre equivalenti e questa condizione può andare persa senza che ce ne accorgiamo. Si ottiene allora una soluzione per cui l’equazione di partenza non ha proprio senso. L’errore tipico: risolvere l’equazione in modo meccanico, copiare tutte le soluzioni e non controllare se si possono davvero sostituire nel logaritmo.
Possiamo difenderci in due modi:
- all’inizio determinare le condizioni di esistenza, cioè il dominio dell’equazione, e alla fine scartare le soluzioni che non vi appartengono,
- oppure alla fine fare la verifica, sostituendo ogni soluzione nell’equazione di partenza.
La verifica è più sicura, perché scopre anche un semplice errore di calcolo. Nelle equazioni logaritmiche, inoltre, di solito è breve, quindi conviene farla sempre.
Eliminazione dei logaritmi
Se riusciamo a ridurre l’equazione alla forma
in cui da entrambe le parti ci sono logaritmi nella stessa base, possiamo semplicemente «cancellarli» e risolvere l’equazione
Possiamo farlo perché il logaritmo è crescente se la base è maggiore di uno e decrescente se è minore, quindi assume lo stesso valore solo per lo stesso argomento. Questo passaggio si chiama eliminazione dei logaritmi. Attenzione però: si può cancellare solo quando da ogni parte c’è un unico logaritmo e nient’altro. Dall’equazione log10 x + log10 3 = log10 12 cancellando non si ottiene x + 3 = 12. Prima bisogna riunire il primo membro in un solo logaritmo, come vedremo nella parte successiva, e solo allora si ottiene x = 4.
Proviamo ora con un esempio:
Ricorda che log10 indica il logaritmo decimale, cioè il logaritmo in base dieci. La base è uguale da entrambe le parti, quindi eliminiamo i logaritmi e il resto è una normale equazione di primo grado:
Verifica: a sinistra otteniamo log10(2 · 4 + 3) = log10 11, a destra log10(4 + 7) = log10 11. Torna, entrambi gli argomenti sono positivi, quindi la soluzione è x = 4.
Proprietà dei logaritmi
Spesso da una parte ci sono più logaritmi. Allora dobbiamo riunirli in uno solo con le proprietà dei logaritmi. Vediamo l’equazione
Prima le condizioni di esistenza. Deve valere x>0 e allo stesso tempo x − 2>0, quindi in totale x>2.
La somma di logaritmi nella stessa base è il logaritmo del prodotto, loga u + loga v = loga(u · v), se u e v sono entrambi positivi. Riuniamo quindi il primo membro:
Ora siamo di nuovo all’inizio: a sinistra un solo logaritmo, a destra un numero, quindi basta usare la definizione:
Eliminiamo la parentesi e portiamo l’otto a sinistra:
Questa è già un’equazione di secondo grado. Scomponiamo il primo membro nel prodotto (x − 4)(x + 2) = 0, il che dà due soluzioni:
Attenzione, trabocchetto! Il numero −2 non soddisfa la condizione x>2 e non si può sostituire nell’equazione di partenza, perché log2(−2) non esiste. Da dove è saltato fuori? Dall’unione dei logaritmi. L’espressione x(x − 2) per x = −2 vale otto, quindi è positiva e per l’equazione trasformata non è un problema. Quella di partenza invece sì. Unendo i logaritmi abbiamo esteso l’equazione a numeri per i quali quella di partenza non ha senso.
Verifica per x = 4: log2 4 + log2 2 = 2 + 1 = 3. Torna, quindi l’equazione ha un’unica soluzione, x = 4.
Sostituzione
A volte nell’equazione compare un logaritmo al quadrato:
La scrittura
A prima vista sembra terribile, ma da vicino è un’equazione di secondo grado travestita. Introduciamo la sostituzione a = log10 x:
Scomponiamo in (a − 1)(a − 2) = 0, quindi a = 1 oppure a = 2. Non abbiamo ancora finito, perché cerchiamo x, non a. Torniamo quindi alla variabile originaria:
Entrambe le soluzioni sono positive, quindi soddisfano la condizione. Verifica per x = 100: log10 100 = 2, quindi 22 − 3 · 2 + 2 = 4 − 6 + 2 = 0. Per x = 10 otteniamo 1 − 3 + 2 = 0. L’equazione ha due soluzioni, x = 10 e x = 100.