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Disequazioni di secondo grado

Una disequazione di secondo grado si può scrivere in forma generale così: ax2 + bx + c > 0 oppure ax2 + bx + c < 0, dove a, b, c sono numeri reali qualsiasi e a ≠ 0. Al posto di «maggiore di» e «minore di» possiamo ovviamente usare «maggiore o uguale a» e «minore o uguale a».

Coefficiente a positivo

Una disequazione di questo tipo si risolve in modo simile a una normale equazione di secondo grado: prima calcoliamo il discriminante e dal risultato possiamo ricavare il procedimento da seguire. Se il discriminante è positivo, l’equazione associata ha due radici reali. Una radice dell’equazione è un punto dell’asse x in cui il grafico della funzione ax2 + bx + c interseca l’asse x. Queste due intersezioni dividono quindi l’asse x in tre intervalli.

Proviamo a risolvere la disequazione 2x2 − 7x + 3 < 0. Disegniamo il grafico della funzione 2x2 − 7x + 3, che ha questo aspetto:

Grafico della funzione 2x^2 - 7x + 3

Vediamo che il grafico interseca l’asse x in due punti: x1=12 e x2 = 3. Se risolvessimo l’equazione di secondo grado associata, otterremmo la stessa soluzione, perché il discriminante di questa equazione è

Δ=b2−4ac=(−7)2−4⋅2⋅3=49−24=25

Le radici si calcolerebbero così:

x1=−b−Δ2a=7−54=12x2=−b+Δ2a=7+54=3

Queste due radici dividono il grafico della funzione 2x2 − 7x + 3 in tre intervalli.

  • (−∞;12): in questo intervallo i valori sono positivi (il grafico sta «sopra» l’asse x, parte blu del grafico)
  • (12;3): in questo intervallo i valori sono negativi (il grafico sta «sotto» l’asse x, parte rossa del grafico)
  • (3; +∞): in questo intervallo i valori sono di nuovo positivi, è la restante parte blu del grafico.

Osserva che negli intervalli usiamo le parentesi tonde, che indicano un intervallo aperto. Questo significa che né il numero 3 né 12 appartengono all’intervallo (12;3). Il motivo è che nel punto x = 3 la funzione vale zero, mentre noi volevamo indicare l’intervallo in cui i valori sono minori di zero.

Ora conosciamo tutte le informazioni necessarie per determinare il risultato della disequazione 2x2 − 7x + 3 < 0. Ci chiediamo: quando i valori della funzione 2x2 − 7x + 3 sono minori di zero? Sono minori di zero nell’intervallo (12;3), la parte rossa del grafico.

Possiamo provare a risolvere anche queste disequazioni:

  • 2x2 − 7x + 3 ≤ 0: questa disequazione si distingue dalla precedente perché c’è ≤ al posto del semplice <. Il risultato sarà lo stesso del caso precedente, solo che al posto dell’intervallo aperto useremo un intervallo chiuso. Il risultato sarà quindi l’intervallo [12;3], perché nei punti 12 e 3 la funzione 2x2 − 7x + 3 vale zero e ora cerchiamo quando questa funzione è minore o uguale a zero. Non dimenticare che nella disequazione c’è il simbolo ≤.

  • 2x2 − 7x +3 > 0: il risultato saranno le «parti blu» del grafico della funzione. Gli intervalli ottenuti dobbiamo unirli, perché la funzione è positiva sia nell’intervallo (−∞;12) sia nell’intervallo (3; +∞). L’insieme risultante è (−∞;12)∪(3;+∞).

  • 2x2 − 7x +3 ≥ 0: anche qui abbiamo solo cambiato > in ≥. Il risultato sarà quindi lo stesso insieme, ma includendo anche gli elementi 12 e 3, cosa che facciamo con intervalli chiusi: (−∞;12]∪[3;+∞).

Coefficiente a negativo

Che cosa succederebbe se cambiassimo la disequazione precedente in −x2 + x + 2 < 0? Il cambiamento principale riguarda il coefficiente a, che ora è a = −1. Nella disequazione precedente avevamo 2x2, il coefficiente davanti a x2 era positivo, mentre qui è negativo. La cosa migliore è guardare il grafico:

Grafico della funzione -x^2 + x + 2

Vediamo che il grafico è cambiato soprattutto perché non ha più la forma della lettera «U», ma quella di una collina. Il procedimento però non cambia. Di nuovo si formano tre intervalli:

  • (−∞; −1): i valori sono negativi.
  • (−1; 2): i valori sono positivi.
  • (2; +∞): i valori sono negativi.

Il risultato della disequazione −x2 + x + 2 < 0 sarà quindi l’unione degli intervalli (−∞; −1) ∪ (2; +∞).

Ma io non voglio scarabocchiare sempre grafici!

Non devi! Tutte le soluzioni precedenti si basavano sul fatto che abbiamo disegnato un grafico e da esso abbiamo letto i punti di intersezione con l’asse x e poi anche se in un dato intervallo i valori sono positivi o negativi. Ma si può fare anche in un altro modo.

Se abbiamo la disequazione di secondo grado 3x2 − 4x + 1 < 0, possiamo semplicemente risolvere l’equazione di secondo grado 3x2 − 4x + 1 = 0 con i metodi classici. Calcoliamo quindi il discriminante:

Δ=b2−4ac=(−4)2−4⋅3⋅1=4

Poi calcoliamo le radici dell’equazione di secondo grado:

x1=−b−Δ2a=4−26=13x2=−b+Δ2a=4+26=1

Sappiamo che il grafico interseca l’asse x nei punti x1=13 e x2 = 1. Si formano tre intervalli: (−∞;13), (13;1), (1; +∞). La domanda è come stabilire se la funzione f(x) = 3x2 − 4x + 1 in un dato intervallo abbia valori positivi o negativi.

Lo scopriamo così: nella funzione f(x) = 3x2 − 4x + 1 sostituiamo ogni volta un numero di quell’intervallo. Se il risultato della funzione è positivo, la funzione è positiva in tutto l’intervallo. Lo stesso vale per i valori negativi.

  • Scegliamo un numero qualsiasi dall’intervallo (−∞;13), per esempio zero, con cui si calcola comodamente. Calcoliamo la funzione f in zero: f(0) = 3 · 02 − 4 · 0 + 1 = 1. Il numero 1 è positivo, quindi in questo intervallo i valori sono positivi.

  • Scegliamo un numero dall’intervallo (13;1): il più comodo è forse un mezzo:

    f(12)=3⋅(12)2−4⋅12+1=3⋅14−2+1=−14

    Il numero −14 è negativo, quindi in questo intervallo tutti i valori sono negativi.

  • Nell’ultimo intervallo i valori saranno gli stessi del primo: positivi. I segni si alternano sempre: positivo – negativo – positivo oppure negativo – positivo – negativo. Ma possiamo tranquillamente verificarlo. Scegliamo un numero dall’intervallo (1; +∞), per esempio 10:

    f(10)=3⋅102−4⋅10+1=300−40+1=261

    Questo è un numero positivo, quindi tutti i valori in questo intervallo sono positivi.

Resta da concludere l’intera disequazione. Aveva la forma 3x2 − 4x + 1 < 0. Sulla base delle informazioni precedenti sappiamo che la funzione 3x2 − 4x + 1 ha valori negativi nell’intervallo (13;1). Solo per verifica possiamo guardare il grafico:

Grafico della funzione 3x^2-4x+1

Discriminante nullo

Risolvendo un’equazione di secondo grado, il discriminante può risultare nullo. Succede quando il grafico della funzione tocca l’asse x in un solo punto. Lo mostriamo con la disequazione 3x2 + 6x + 3 ≥ 0. Il discriminante è uguale a zero:

Δ=b2−4ac=62−4⋅3⋅3=36−36=0

Il grafico sarebbe questo:

Grafico della funzione 3x^2 + 6x + 3

Come si vede, il grafico tocca l’asse x in un solo punto x1 = −1 e il resto del grafico sta sopra l’asse x, in valori positivi. Questo significa che la soluzione della disequazione 3x2 + 6x + 3 ≥ 0 è l’intero insieme dei numeri reali, perché qualunque numero reale sostituiamo al posto di x, il valore sarà sempre maggiore o uguale a zero.

Discriminante negativo

Se il discriminante risulta negativo, significa che il grafico non interseca mai l’asse x. Come si manifesta questo nelle nostre disequazioni? Così: il grafico sta o interamente sopra l’asse x o interamente sotto l’asse x. Se modificassimo la disequazione precedente così: 3x2 + 6x + 4 > 0 (abbiamo cambiato il simbolo da ≥ a > e il numero tre in quattro), il discriminante risulterebbe:

Δ=62−4⋅3⋅4=−12

e il grafico avrebbe questo aspetto:

Grafico della funzione 3x^2 + 6x + 4

Il grafico sta interamente sopra l’asse x: qualunque numero reale sostituiamo al posto di x, il valore risultante sarà sempre positivo. La soluzione della disequazione è quindi di nuovo l’insieme dei numeri reali.