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Funzione omografica

La funzione omografica (o lineare fratta) è una funzione che ha al numeratore e al denominatore una funzione lineare:

y=ax+bcx+d

La funzione omografica più semplice in assoluto è y=kx. Forse la conosci dalle scuole medie come proporzionalità inversa nella regola del tre. Da Padova a Vicenza ci sono circa 30 chilometri. Se vai a 30 km/h, ci arrivi in un’ora, a 60 km/h in mezz’ora e in bicicletta a 15 km/h in due ore. Velocità doppia, tempo dimezzato. Il tempo di viaggio in ore è quindi

t=30v,

dove v è la velocità in chilometri all’ora. E questa è proprio la funzione y=kx con k = 30.

Il grafico della funzione omografica è un’iperbole, e precisamente un’iperbole equilatera, cioè con gli asintoti perpendicolari tra loro. Rispetto alle figure di quell’articolo è inoltre ruotata in modo da non avvicinarsi a due rette oblique che si incrociano, ma a una retta orizzontale e a una verticale. Ecco per esempio il grafico della funzione y=x−1x−2; gli asintoti sono le rette tratteggiate blu x = 2 e y = 1:

Grafico della funzione y=\frac{x-1}{x-2} con gli asintoti x=2 e y=1

Alla formula si aggiungono due condizioni, c ≠ 0 e ad − bc ≠ 0. Se fosse c = 0, al denominatore non ci sarebbe nessuna x e otterremmo una normale funzione lineare. Se invece ad − bc = 0, il numeratore è un multiplo del denominatore, la frazione si semplifica e resta una funzione costante.

La funzione k fratto x

Cominciamo dalla funzione y=kx. Al posto di x non possiamo sostituire zero, perché per zero non si può dividere, e il dominio è quindi Dom f = ℝ ∖ {0}. Ma zero non lo otteniamo mai nemmeno come risultato: una frazione con numeratore diverso da zero non può essere nulla. Perciò anche l’insieme immagine è Im f = ℝ ∖ {0}.

Proviamo a sostituire qualche numero nella funzione y=2x. Per x = 1 otteniamo y = 2, per x = 2 otteniamo y = 1 e per x = 4 solo y=12. Più x è grande, più il grafico si stringe all’asse x senza mai toccarlo. Al contrario, più x è vicino a zero, più grande è y: per x=110 otteniamo y = 20. Il grafico quindi schizza verso l’alto lungo l’asse y. Per le x negative è lo stesso, ma con il segno opposto.

Grafico della funzione y=\frac{2}{x} (in rosso) e y=-\frac{2}{x} (in blu)

La curva rossa nella figura appartiene alla funzione y=2x, quella blu alla funzione y=−2x. I punti arancioni corrispondono ai valori che abbiamo appena calcolato. La posizione dei rami dipende dal segno del numero k:

  • per k>0 i rami dell’iperbole stanno nel primo e nel terzo quadrante,
  • per k<0 stanno nel secondo e nel quarto quadrante.

Gli assi x e y, a cui il grafico si avvicina, si chiamano asintoti.

Adesso però attenzione a una trappola in cui cadono quasi tutti. La funzione y=2x è decrescente, no? Ogni ramo rosso preso da solo decresce davvero. Però proviamo con x1 = −1 e x2 = 1. Vale x1<x2, e tuttavia f(−1) = −2 è minore di f(1) = 2. La funzione quindi non è decrescente su tutto Dom f: è decrescente separatamente sull’intervallo (−∞; 0) e separatamente sull’intervallo (0; +∞). Chi scrive che è decrescente su ℝ ∖ {0} sbaglia.

Grafico traslato e passaggio dalla forma generale

Il grafico della funzione y=kx si può traslare come la parabola nella funzione quadratica. La funzione

y=kx−m+n

ha lo stesso grafico di y=kx, solo traslato di m verso destra e di n verso l’alto. Attenzione al segno: al denominatore c’è x − m, quindi kx−3 si sposta di tre verso destra, non verso sinistra. Insieme al grafico si spostano anche gli asintoti, che non sono più gli assi, ma le rette x = m e y = n. L’asintoto verticale sta dove il denominatore è zero. Quando x si avvicina al numero m, il denominatore è piccolissimo e la frazione enorme, quindi il grafico sale o scende a precipizio. L’asintoto orizzontale sta dove si avvicinano i valori della funzione quando x è molto lontano da zero, sia dalla parte positiva sia da quella negativa. La frazione kx−m è allora quasi nulla e rimane solo n.

La formula generale y=ax+bcx+d però di solito non si presenta in questa forma. Vediamo come trasformare la funzione

y=2x+1x−1.

Al denominatore c’è x − 1, quindi proviamo a ottenere la stessa espressione anche al numeratore. Il doppio di x − 1 è 2x − 2 e, per ottenere il numeratore 2x + 1, dobbiamo aggiungere ancora tre:

2x+1=2⋅(x−1)+3

Sostituiamo nella frazione:

y=2⋅(x−1)+3x−1

Spezziamo la frazione nella somma di due:

y=2⋅(x−1)x−1+3x−1

Nella prima frazione semplifichiamo x − 1:

y=2+3x−1

Allo stesso risultato arrivi anche con la divisione di polinomi: (2x + 1):(x − 1) dà 2 con resto 3. Dal risultato ricaviamo facilmente m = 1, n = 2 e k = 3. Gli asintoti sono le rette x = 1 e y = 2. Poiché k è positivo, i rami rispetto agli asintoti stanno in alto a destra e in basso a sinistra, come per y=2x.

Il dominio si riconosce dal denominatore, che non può essere nullo, cioè x ≠ 1. Il valore 2 invece la funzione non lo assume mai, perché la frazione 3x−1 non può essere nulla:

Domf=R∖{1},Imf=R∖{2}

Restano le intersezioni con gli assi. Nell’intersezione con l’asse x vale y = 0 e una frazione è nulla solo quando è nullo il numeratore:

2x+1=0/−12x=−1/:2x=−12

L’intersezione con l’asse y la troviamo sostituendo zero al posto di x:

y=2⋅0+10−1=1−1=−1

Il grafico taglia l’asse x nel punto (−12;0) e l’asse y nel punto (0; −1). Entrambe le intersezioni sono in arancione nella figura, gli asintoti in grigio tratteggiato:

Grafico della funzione y=\frac{2x+1}{x-1} con gli asintoti x=1 e y=2

Osserva che l’intersezione con l’asse y risulta anche dalla forma trasformata: 2+30−1=2−3=−1. Torna.