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Discriminante

Il discriminante è un polinomio che permette di calcolare le soluzioni di una generica equazione di secondo grado e di stabilire se l’equazione ha soluzioni e quante.

Formula e relazioni di base

Ricordiamo innanzitutto la forma normale dell’equazione di secondo grado:

ax2+bx+c=0,a≠0

dove a, b, c sono numeri reali. Il discriminante, che indichiamo con Δ, si calcola così:

Δ=b2−4⋅a⋅c

Esempio: consideriamo l’equazione di secondo grado 3x2 + 5x − 7 = 0. Per questa equazione vale: a = 3, b = 5, c = −7. Il discriminante si calcola così:

Δ=52−4⋅3⋅(−7)=25+4⋅3⋅7=25+84=109

Il risultato è quindi 109. Che cosa ci dice questo numero? Se il discriminante è…

  • positivo, l’equazione ha due radici reali distinte,
  • nullo, l’equazione ha due radici reali coincidenti,
  • negativo, l’equazione non ha soluzioni nell’insieme dei numeri reali. Ha però soluzioni nell’insieme dei numeri complessi.

Come calcolare le radici dell’equazione di secondo grado

Con il discriminante possiamo calcolare direttamente le radici dell’equazione di secondo grado. La formula risolutiva è la seguente:

x1,2=−b±Δ2a,

dove Δ è il discriminante. La formula completa, con il discriminante scritto per esteso, è:

x1,2=−b±b2−4ac2a.

Proviamo a calcolare con questa formula le radici dell’equazione di secondo grado x2 + 7x + 12 = 0. Per prima cosa calcoliamo il discriminante:

Δ=72−4⋅1⋅12=49−48=1.

Il discriminante è positivo, quindi l’equazione ha due radici reali distinte. Calcoliamo la prima radice. Nel primo caso sommiamo la radice del discriminante, nel secondo la sottraiamo:

x1=−7+12=−7+12=−62=−3.

La prima radice è −3. La seconda la calcoliamo sottraendo la radice:

x2=−7−12=−7−12=−82=−4.

Ora abbiamo entrambe le radici dell’equazione, x1 = −3 e x2 = −4.

Per padroneggiare questo procedimento è indispensabile saper determinare correttamente i valori a, b e c. Come si fa è spiegato nel primo articolo sulle equazioni di secondo grado.

E che cosa significa questa soluzione dal punto di vista grafico? Se disegniamo il grafico della funzione che sta al primo membro dell’equazione, scopriamo che il grafico di questa funzione quadratica interseca l’asse x in due punti: x1 = −3 e x2 = −4.

Grafico della funzione y=x^2+7x+12

Discriminante nullo

Se il discriminante è uguale a zero, l’equazione ha una sola soluzione, o meglio due soluzioni coincidenti. Esempio: risolvi l’equazione x2 − 10x + 25 = 0. Calcoliamo il discriminante:

Δ=(−10)2−4⋅1⋅25=100−100=0.

La radice si calcola come nel capitolo precedente, con la formula. Ma poiché il discriminante è nullo, nella formula scompare il più/meno la radice di Δ, perché sommeremmo o sottrarremmo zero.

x1,2=−(−10)2=102=5.

Abbiamo ottenuto una radice doppia, x = 5. Che cosa significa graficamente? Che il grafico della funzione è tangente all’asse x in un solo punto, il suo vertice.

Grafico della funzione y=x^2-10x+25

Discriminante negativo

Se il discriminante è negativo, l’equazione di secondo grado non ha soluzioni nell’insieme dei numeri reali. L’equazione si può risolvere nell’insieme dei numeri complessi, ma ne parleremo nel prossimo articolo. Come esempio proviamo a risolvere questa equazione di secondo grado: x2 + x + 1 = 0. Discriminante:

Δ=12−4⋅1⋅1=1−4=−3.

L’equazione di secondo grado non ha quindi soluzioni nell’insieme dei numeri reali. Puoi verificarlo: il polinomio x2 + x + 1 è positivo per tutti i numeri reali. Per esempio, se al posto di x sostituisci 1, ottieni: 1 + 1 + 1 = 3. Se x = −1, abbiamo 1 − 1 + 1 = 1. Se x = 0, abbiamo 0 + 0 + 1 = 1. E così via per gli altri numeri. Puoi anche guardare il grafico della funzione y = x2 + x + 1: non interseca mai l’asse x.

Grafico della funzione y=x^2+x+1

Relazioni tra radici e coefficienti

Sappiamo già come calcolare le soluzioni di un’equazione di secondo grado. Ma che relazione c’è tra di esse? Proviamo a sommare le due soluzioni x1 e x2:

x1+x2=−b+Δ2a+−b−Δ2a=−b+Δ−b−Δ2a=−2b2a=−ba

Se sommiamo le radici dell’equazione di secondo grado ax2 + bx + c = 0, otteniamo il quoziente −b/a. Che cosa succede se le moltiplichiamo?

x1⋅x2=−b+Δ2a⋅−b−Δ2a=b2+b⋅Δ−b⋅Δ−Δ4a2=b2−Δ4a2=b2−(b2−4ac)4a2=4ac4a2=ca

Quindi, se moltiplichiamo le radici, otteniamo il numero c/a. Queste sono le relazioni tra radici e coefficienti (dette anche formule di Viète). Ancora una volta tutte insieme:

x1+x2=−bax1⋅x2=ca

Osserva che al denominatore della frazione c’è sempre l’espressione a. Un caso particolare è l’equazione di secondo grado per cui a = 1. In questo caso possiamo scrivere le relazioni così:

se a=1:x1+x2=−bx1⋅x2=c

Possiamo sfruttarle per trovare le soluzioni delle equazioni di secondo grado. Invece di calcolare faticosamente il discriminante, possiamo vedere se riusciamo a trovare due numeri x1 e x2 per cui valgano le relazioni precedenti. Esempio: trova le soluzioni dell’equazione x2 + 8x + 15 = 0. Vale a = 1, quindi possiamo usare le relazioni più semplici. Cerchiamo i numeri x1 e x2 tali che:

x1+x2=−8x1⋅x2=15

Se ci limitiamo ai numeri interi, abbiamo in tutto quattro modi per ottenere 15 come prodotto:

1⋅15=153⋅5=15−3⋅(−5)=15−1⋅(−15)=15

Ora ci serve che la somma dei numeri a sinistra dia −8. Solo una coppia dà questa somma, cioè −3 e −5. Questi numeri sono quindi le soluzioni dell’equazione di secondo grado. Possiamo provare a sostituirli nell’equazione, deve risultare zero:

(x=−3):(−3)2+8⋅(−3)+15=9−24+15=0(x=−5):(−5)2+8⋅(−5)+15=25−40+15=0

Torna tutto. Se conosci le radici, puoi anche scrivere l’equazione in una forma più leggibile. Se x1 e x2 sono le radici dell’equazione ax2 + bx + c = 0, allora, se a = 1, puoi riscrivere l’equazione nella forma

(x−x1)(x−x2)=0.

L’equazione precedente si può quindi riscrivere così:

(x−(−3))(x−(−5))=(x+3)(x+5)=0.

Capitoli: Equazioni di secondo grado, Discriminante, Equazioni di secondo grado parametriche, Equazioni di secondo grado nei numeri complessi